La natura della Stevia, novità per le nostre abitudini

La Stevia è un prodotto relativamente nuovo per le nostre abitudini alimentari: giunta da non molti anni nei bar e nei supermercati essa non è passata inosservata per alcune importanti ragioni Photo by Chinh Le Duc on Unsplash

La Stevia è un prodotto relativamente nuovo per le nostre abitudini alimentari: giunta da non molti anni nei bar e nei supermercati essa non è passata inosservata per alcune importanti ragioni.
Una di esse è la sua proprietà ampiamente dolcificante sul piano del gusto; avendo una origine naturale diversa da quella dello zucchero raffinato o di canna, ha sortito legittime curiosità quanto altrettante domande sulle sue proprietà salutari.
La Stevia fa male? Alcuni se lo saranno chiesto per via di consolidate abitudini alimentari e pigrizia nel “cambiare registro” sul piano dei condimenti e degli ingredienti più piacevoli, ma anche per paura di usare dolcificanti la cui origine conserva dubbi per via di elaborazioni chimiche complesse.
Chi ama i dolci e gli alimenti zuccherini non si priva facilmente del gusto relativo per motivi puramente dietetici: fin quando non ne sia costretto da una seria analisi medica che indichi il bisogno di cambiare alimentazione e di abbattere gli indici glicemici o, semplicemente, migliorare il metabolismo abbattendo il consumo di zuccheri aggiunti.

 Si può rispondere con certezza che la Stevia ha delle indiscutibili qualità riconosciute (http://www.salutarmente.it/2016/03/stevia-proprieta-controindicazioni.html ),ma anche un aspetto che è stato approfondito dall’EFSA , l’Authority alimentare europea.
Essa, in cerca di possibili controindicazioni su cui fare attenzione, ha rilevato solo un’unica  controindicazione scientificamente passibile d’attenzione :  la quantità per l’uso comune di dolcificante.
Essendo un derivato di una pianta, specificatamente una polvere derivante da processo di macina, si pensava che potesse essere genetossica e nociva oltre una certa quantità che è stata fissata a a 4 mg per peso corporeo: ad esempio: 240 mg per una donna di 60 kg, fino a 320 mg per un uomo che pesa 80 kg.
E’ però una comune attenzione di ogni prodotto alimentare che se ne consumi in quantità moderate o limitate all’uso necessario, quindi non è una vera e propria controindicazione ma la semplice applicazione del sano e storico principio che “il troppo stroppia”.

Per il resto la Stevia Rebaudiana è stata ampiamente promossa.
Rimane la grande fortuna di aver colto il suggerimento degli Indios Guarani che usavano questa  pianta perenne per le straordinarie proprietà dolcificanti delle sue foglie.
Di queste se ne usa la polvere macinata oppure, in una versione particolarmente potente, il  suo estratto più puro, a base di glicosidi steviolici.
Si ottiene un dolcificante molto dotato per via del suo contenuto elevatissimo di Rebaudioside: se pensiamo che questa  sostanza di origine naturale  possiede un potere edulcorante circa trecento volte superiore allo zucchero è facile pensare come quest’ultimo rischi di diventare un prodotto fuori moda.

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